Esplosione a Colleferro: le ACLI di Frosinone denunciano i rischi della filiera bellica e rilanciano la mobilitazione per la Valle del Sacco FROSINONE

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Esplosione a Colleferro: le ACLI di Frosinone denunciano i rischi della filiera bellica e rilanciano la mobilitazione per la Valle del Sacco
FROSINONE —Le ACLI di Frosinone intervengono con fermezza sul gravissimo episodio relativo all’incendio e all’esplosione nella fabbrica dii munizioni Knds Ammo Italy a Colleferro, rimarcando come la sicurezza e la tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori debbano tornare a essere la priorità assoluta per un territorio già pesantemente segnato da ferite ambientali storiche.
Questo gravissimo episodio riporta drammaticamente al centro del dibattito la questione della presenza e dell’espansione di impianti industriali ad alto rischio nel cuore del SIN della Valle del Sacco. Già lo scorso aprile, le ACLI di Frosinone — insieme a Legambiente, ARCI, AGESCI, Azione Cattolica e Libera, le associazioni che hanno dato vita alla campagna nazionale “Ecogiustizia Subito” — erano scese in piazza per denunciare i pericoli legati a queste produzioni e, in particolare, per opporsi all’ipotesi di insediamento di una nuova vasta area produttiva nella vicina Anagni, destinata alla generazione di basi chimiche per la produzione di esplosivi alla nitroglicerina.
Oggi, di fronte all’ennesimo incidente che colpisce la filiera della difesa nell’area, la posizione delle ACLI è netta e inequivocabile: «La Valle del Sacco non può continuare a essere terra di sfruttamento e di rischi industriali inaccettabili», dichiarano dai vertici provinciali dell’associazione. «Quanto è accaduto a Colleferro conferma la lungimiranza delle nostre denunce di aprile. Chiediamo con forza che venga bloccato ogni iter relativo a nuovi insediamenti o ampliamenti legati alla produzione di esplosivi, a partire dal progetto previsto ad Anagni».
Le ACLI ribadiscono che il futuro di questo territorio non passa attraverso industrie pericolose o legate alla filiera bellica, ma richiede investimenti coraggiosi in bonifiche reali, transizione ecologica, tutela ambientale e lavoro sicuro e dignitoso. L’associazione continuerà a fare la propria parte al fianco dei cittadini e della rete associativa locale, affinché la Valle del Sacco possa finalmente ritrovare vivibilità, sicurezza e giustizia ambientale.
Frosinone, 15 agosto 2026