Tante luci, ma anche qualche ombra per le APS

La lunga attesa è terminata, ma il panorama che si presenta alle Associazioni di Promozione Sociale (APS) non è solo fatto di luci, all’orizzone c’è anche qualche ombra. L’arrivo della comfort letter da parte della Direzione Generale Concorrenza della Commissione Europea ha finalmente sbloccato l’efficacia delle disposizioni fiscali contenute nel Titolo X del D.Lgs. 117/2017 (Codice del Terzo Settore – CTS). Se da un lato l’interlocuzione informale con Bruxelles ha confermato che il regime agevolato riservato agli Enti del Terzo Settore (ETS) non costituisce un aiuto di Stato incompatibile con il mercato unico, dall’altro ha dato il via a una trasformazione strutturale profonda, imponendo parametri contabili e amministrativi che stanno mettendo a dura prova la tenuta del reticolo associativo di base. Lo sblocco del Titolo X introduce formalmente il test di commercialità previsto dall’articolo 79 del CTS. Per le APS, la norma cardine è rappresentata dall’articolo 85, che disciplina le attività verso corrispettivi specifici nei confronti dei propri associati e dei loro familiari. Ma quali sono i punti di forza e le criticità?

I punti di forza:

  • Certezza del diritto: L’archivio del vecchio e frammentato regime fiscale lascia il posto a una cornice chiara e legittimata a livello europeo.
  • Definizione della natura non commerciale: Le attività di interesse generale svolte dietro il pagamento di corrispettivi ridotti o simbolici mantengono la decommercializzazione, garantendo copertura legale alle tipiche attività ricreative, culturali o formative d’interesse generale.
  • Regimi forfettari dedicati: L’accesso alle opzioni di determinazione del reddito imponibile su base forfettaria (art. 86) semplifica il calcolo delle imposte per chi realizza marginali entrate commerciali.

Le criticità e la complessità contabile:

  • Rigidità del test di costo effettivo: La verifica della natura non commerciale basata sulla copertura dei costi diretti richiede un controllo analitico di gestione spesso estraneo alla prassi informale delle piccole associazioni.
  • Tassazione delle quote da corrispettivi specifici: Qualora i ricavi provenienti dai soci superino i costi effettivi di diretta imputazione, l’attività rischia di scivolare nell’ambito commerciale, imponendo la gestione della partita IVA e la contabilità separata.

La piena operatività della Riforma impone la centralità del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS). Questo passaggio comporta rilevanti ripercussioni sul piano della trasparenza e dell’organizzazione amministrativa.

  Aspetti Positivi (Opportunità) Aspetti Negativi (Oneri)
Trasparenza Patrimoniale e Sociale Massima pubblicità degli atti e della destinazione dei fondi. Maggiore affidabilità agli occhi di pubblica amministrazione, istituti di credito e finanziatori privati. Obbligo di adozione e pubblicazione degli schemi di bilancio ministeriali (rendiconto per cassa o bilancio d’esercizio) e, al superamento delle soglie, del bilancio sociale.
Rapporti con il RUNTS Digitalizzazione totale delle procedure; interlocuzione diretta tramite SPID/CIE, PEC e firma digitale. Barriera tecnologica per gli enti minori del territorio. La rendicontazione e l’aggiornamento continuo dei dati dei volontari e dei soci comportano scadenze tassative e rischio di cancellazione in caso di inadempienza.
Tenuta Amministrativa Standardizzazione della gestione dell’ente; superamento delle forme di associazionismo “fantasma”. Burocratizzazione spinta. La necessità di consulenze professionali terze fa lievitare i costi gestionali a scapito della spesa per le attività istituzionali.

In questo contesto d’incertezza e complessità, il ruolo delle Reti Associative Nazionali (RAN) si è trasformato: da mere strutture di rappresentanza politica ad vere e proprie infrastrutture di servizio e tutela. Le Reti Nazionali ricoprono una funzione indispensabile per la sopravvivenza delle APS periferiche:

  • Forniscono modelli statutari e gestionali pre-approvati, accelerando le fasi di iscrizione al RUNTS.
  • Offrono piattaforme software integrate per la tenuta dei registri e la redazione dei bilanci conformi ai modelli del CTS.
  • Svolgono un’intensa attività di formazione continua sui nuovi obblighi fiscali post-comfort letter.

Un passaggio cruciale nell’architettura istituzionale è rappresentato dal DM 125/2025 (il cosiddetto Decreto Autocontrolli o decreto sui controlli agli ETS). L’articolo 96 del CTS prevede che le Reti Associative autorizzate dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali possano effettuare direttamente l’attività di vigilanza e monitoraggio sulle proprie associazioni aderenti. Questo meccanismo di “autocontrollo” presenta un duplice effetto:

  1. Un filtro preventivo d’orientamento: Gli enti affiliati non subiscono solo verifiche repressive a posteriori da parte degli uffici del RUNTS o dell’Agenzia delle Entrate, ma beneficiano di un tutoraggio interno volto a correggere tempestivamente le eventuali irregolarità formali o sostanziali.
  2. Un nuovo carico di responsabilità per le Reti: Le Reti Nazionali devono strutturare uffici di controllo terzi e indipendenti, reclutando personale specializzato per poter svolgere legalmente le attività di ispezione.

Lo sblocco della fiscalità del Terzo Settore segna il superamento dell’era dell’improvvisazione. Per le Associazioni di Promozione Sociale, l’integrazione nel RUNTS e la piena attuazione del Titolo X rappresentano una certificazione formale della propria funzione sociale e civica, con un quadro normativo finalmente stabile ed europeo. Tuttavia, il rischio concreto è la polarizzazione del settore: da un lato le associazioni più strutturate, in grado di riorganizzarsi e sfruttare le opportunità dell’amministrazione condivisa; dall’altro le micro-APS a vocazione territoriale, soffocate da adempimenti proporzionalmente troppo gravosi. La vera sfida per le Reti Nazionali consisterà nel non trasformarsi in meri organismi di controllo burocratico, mantenendosi alleati strategici del volontariato di base per evitare che la trasparenza si traduca nella progressiva estinzione delle realtà più piccole.

Maurizio Paolucci – Presidente delle ACLI di Frosinone