L'ESPERIENZA DI VERBENE 

I gruppi di AutoMutuoAiuto rappresentano da tempo una prassi diffusa e significativa in risposta alle condizioni di fragilità fisiche o psichiche o di marginalità sociale: di base il principio della condivisione di vissuti complessi e talvolta traumatici e la socializzazione dei saperi esperienziali tra pari.

Talvolta essi supportano concretamente le persone nel fronteggiare molte criticità rispondendo ai bisogni e alle urgenze del momento e favorendo partecipazione sociale e progettualità comuni.

Nel campo della salute mentale essi, pur rappresentando un'esperienza ancora più incisiva ed essenziale per la consuetudine all'isolamento determinata dallo stigma e dal pregiudizio diffuso, non costituiscono ancora una prassi consolidata.

L'associazione di volontariato Ver.Bene, che accoglie utenti e familiari della salute mentale, si è impegnata a far nascere e consolidare un gruppo di AutoMutuoAiuto attivo ormai da un anno e mezzo e aggregante un congruo numero di partecipanti che si incontrano con cadenza quindicinale presso la sede delle ACLI di Frosinone: le Acli hanno da subito messo a disposizione i propri locali  e offerto con entusiasmo ospitalità al gruppo AMA di Ver.Bene, mostrando la spiccata sensibilità oltreché senso etico per questo settore in sofferenza della società.

Nel gruppo AMA di Ver.Bene affluiscono sia familiari ed utenti già attivi nell'associazione, sia persone aggregate e sensibilizzate attraverso l'attività dello sportello di ascolto attivo ormai da un anno presso il CSM di Ceccano: tale sportello è stato progettato e realizzato dai soci attivi (familiari esperti) di Ver.Bene in stretta sinergia con i sevizi sanitari e sociali di Frosinone e Ceccano.

L'esperienza di solidarietà e condivisione del gruppo ha rafforzato relazioni già esistenti tuttavia prima saltuarie, discontinue e vissute spesso in un clima di ansia e tensione che le rendeva inefficaci e poco significative; ma soprattutto ha offerto contatti duraturi e regolari a tante persone che nel territorio non avevano trovato accoglienza alla propria fragilità né reti di supporto e partecipazione atte ad alleviare il disagio.

In questo modo si è costruito una dimensione di comunicazione in grado di sollecitare reattività, interesse e protagonismo in uno sfondo di  propositività idoneo a rimodulare la socialità spesso compromessa di queste persone: infatti uno degli intenti più significativi del gruppo  è quello di  promuovere il benessere e riattivare vitalità e ottimismo spesso spenti o schiacciati dalle esperienze angosciose che caratterizzano l'ambiente della sofferenza psichica vissuta nell'isolamento e nello stigma talvolta autoinflitto.

L'apertura a prospettive di recuperato benessere e maggiore speranza è certamente il riscontro più visibile che abbiamo colto nel susseguirsi degli incontri e la continuità della partecipazione è il segno tangibile dell'efficacia dell'attività del gruppo rispetto ad un bisogno reale cui il territorio e i suoi servizi non avevano dato adeguata risposta, soprattutto in ragione dell'esiguità delle risorse materiali disponibili per tali interventi di sostegno/supporto e socializzazione.

La specificità del gruppo AMA è rappresentata dall'orizzontalità del rapporto tra pari si caratterizza per intensità, imprevedibilità, dinamismo che incrociano saperi esperienziali talvolta durissimi e difficili da raccontare e proiettati nell'orizzontalità della partecipazione e dell'ascolto tra pari e nella reciprocità della comprensione e del sostegno.

Le criticità che nella prima fase dell'esperienza sono insorte, pur nel rispetto delle poche e codificate regole stabilite e condivise dal gruppo, sono state efficacemente fronteggiate e superate grazie alla partecipazione volontaria in qualità di facilitatrice della dott.ssa Alessandra Testa, socia volontaria attiva nelle Acli, che ha saputo fluidificare con competenza e al tempo stesso fermezza e decisione, alcuni passaggi davvero difficili o emotivamente troppo coinvolgenti e forti per i partecipanti.

Per la dott.ssa Testa è stata senz'altro un'esperienza significativa per la sua crescita professionale oltreché stimolante dal punto di vista umano e spirituale: infatti è in procinto di supportare il  gruppo AMA per la salute mentale che sta nascendo nel territorio di Cassino ad opera di un gruppo di socie di Ver.Bene e ciò ci fa sentire senz'altro inorgogliti per la diffusione delle buone pratiche di supporto e sostegno di cui il territorio della provincia tutta ha urgenza e necessità.

La dott.ssa Testa, peraltro, ci ha fatto maturare e crescere come gruppo con la puntualità ed efficacia del suo ruolo di mediatrice fino a traghettarci verso l'autonomia con la proposta di turnare la supervisione e il monitoraggio degli incontri all'interno degli stessi partecipanti.

E' così che il gruppo AMA di Ver.Bene è cresciuto, stabilizzando e consolidando i propri equilibri e diventando una realtà significativa e un saldo punto di riferimento per quanti nel territorio di Frosinone  stanno vivendo le difficoltà e l'isolamento del disagio psichico personale o dei propri familiari, ma nello stesso tempo sono disponibili ad aprirsi al confronto con gli altri attraverso il racconto di sé e la narrazione condivisa che insieme alimentano speranze, benessere e rinnovato protagonismo esistenziale.

Loredana Testiera

 

Intervista ad alcuni attori coinvolti

Dott. ssa  Alessandra Testa, mediatrice delle Acli

Dott.ssa Testa, alla luce della sua esperienza con il gruppo Ama di Ver.Bene, quali sono le sue riflessioni e considerazioni e quali gli aspetti che l'hanno più interessata o che l'hanno particolarmente coinvolta?

ESPERIENZA GRUPPO AMA 

Dal 2012 lo Sportello Salute del Punto Acli Famiglia di Frosinone promuove il benessere della persona nella sua interezza, con una particolare attenzione ai nuclei familiari.

E’ in questo contesto che è nata, alla fine del 2015, la collaborazione con l’Associazione Ver.bene che per me ha rappresentato la possibilità di fare un’esperienza, dal punto di vista umano e lavorativo, completamente nuova. Devo dire che la richiesta di accompagnare il gruppo AMA di Frosinone nella sua costituzione è arrivata in maniera inaspettata. Non avevo avuto altre esperienze di questo tipo, ma conoscevo bene le potenzialità del gruppo, vista la mia lunga formazione in ambito gruppale, il lavoro come terapeuta familiare, nonché la collaborazione con le Acli dove ho presto imparato l’importanza del lavoro di squadra. Certo si trattava di un gruppo alla pari, sentivo quindi che non sarebbe stato utile presentarmi come professionista, per quanto io abbia da questo attinto per gestire le situazioni di maggiore conflitto e per favorire uno scambio reciproco su tematiche tanto dolorose. Volevo aiutare il gruppo a trovare, nella condivisione della medesima condizione di disagio, quindi al suo interno, un sostegno reciproco. Confidavo nell’esperienza delle singole persone, che le aveva di sicuro rese più esperte di me nell’ambito della sofferenza mentale, e di questo, ho subito avuto conferma.

I membri più esperti, ossia quei familiari che da più tempo si confrontano con la malattia mentale, sono diventati nel corso degli incontri, dei concreti punti di riferimento per coloro che negli anni si sono chiusi nel proprio dolore. In questo senso il gruppo ha rappresentato un utile serbatoio di informazioni. Lo scambio di esperienze ha favorito inoltre una maggiore conoscenza reciproca che, a sua volta, ha permesso di iniziare a condividere vissuti ed emozioni personali: l’impotenza dell’essere genitore di un figlio che ha un disturbo mentale, a volte anche completamente invalidante, la difficoltà ad accettare la sofferenza mentale di un familiare, la sensazione per alcuni “utenti” di non avere via d’uscita, il grido di aiuto di un figlio che non si sente accettato dalla sua famiglia. La possibilità per i genitori di ascoltare i vissuti dei figli e quella dei figli di avvicinarsi alle storie di vita dei genitori ha aperto la strada ad un dialogo che mi auguro possa essere incentivato anche in futuro. Il gruppo infine ha permesso di costruire nuovi rapporti, ampliando la rete sociale e alleggerendo la profonda solitudine in cui molte di queste famiglie vivono, ho visto nascere dei sinceri rapporti di amicizia.

Senza dubbio il punto di forza del gruppo AMA di Frosinone è rappresentato dall’Associazione Ver.bene che non solo lo ha fortemente voluto, ma che quotidianamente si confronta con i servizi della salute mentale in maniera propositiva. Un ruolo fondamentale deve però essere riconosciuto alle singole persone che hanno contribuito alla crescita del gruppo, donando generosamente parti di sé e della propria storia. Ognuno ovviamente a modo suo, chi usando tante parole, chi con il silenzio, chi attraverso il contatto fisico. Questa diversità, che inizialmente spaventava, ha offerto a ciascuno la possibilità di mettersi in discussione, di intravedere nuovi orizzonti, di ritrovare la speranza. Avvicinarsi alla diversità ha costretto tutti, me compresa, a fare i conti con la relatività dei propri punti di vista ed è stata occasione di arricchimento personale, perché ha permesso di entrare in contatto con modalità diverse di vivere la medesima esperienza di vita. 

Insomma mi sento di dire che la sfida che Ver.bene oltre un anno fa si è posta, di promuovere la nascita di un gruppo AMA, anche con caratteristiche singolari, vista la compresenza di familiari e di utenti, sia stata pienamente accolta, nonostante tutte le difficoltà incontrate lungo il cammino alla Sig.ra R., partecipante assidua del gruppo AMA nonché socio attivo di  Ver.Bene

Signora R. come ha vissuto e sta tuttora vivendo questa esperienza di comunicazione e relazione all'interno del gruppo AMA  che lei assiduamente frequenta?

Sig.ra R .: in maniera solidale, profonda, altruista e molto partecipata.

Sig. W. recentemente aggregato al gruppo AMA ma non associato Ver.Bene

Sig. Bruschi che cosa sta significando , per lei, la partecipazione al gruppo AMA che frequenta con interesse e discreta continuità e quali considerazioni , riflessioni e soprattutto emozioni le suscita questa esperienza di relazione ?

Sig. W.: Un ottima esperienza introspettiva.

Signora Linda, conosciuta attraverso lo sportello di ascolto presso CSM di Ceccano ed associato Ver.Bene

Signora Linda, Lei ha mostrato subito grande interesse e partecipazione per le riunioni del gruppo AMA di Ver.Bene in cui si è inserito con naturalezza e spontaneità; inoltre ha condiviso da subito con entusiasmo anche altre esperienze associative. Pertanto le chiedo di esprimere le sue considerazioni, riflessioni e naturalmente emozioni in relazione a questa esperienza di AutoMutuoAiuto.

Sig.ra Linda : L'esperienza con Ver.Bene mi sta aiutando ad uscire pian piano da una situazione cronica di disagio sociale profondo e doloroso. Vivevo in una solitudine assoluta e della quale non potevo fare a meno, trascorrendo il tempo, che avevo interrotto in compagnia di Dante e Virgilio attraversando il mio inferno con loro, per non essere troppo sola. Ora con il gruppo AMA inizio a conoscere una realtà diversa che mi consente di vivere con meno angosce.

Sig.ra M., partecipante discretamente assidua al gruppo AMA, non associata Ver.Bene e che ha espresso il desiderio di rimanere nell’  anonimato .

Sig.ra M., lei è stata una partecipante discretamente assidua del gruppo AMA di Ver.Bene mostrando senz'altro interesse e coinvolgimento per questa esperienza di relazione e comunicazione : pertanto, sarei molto interessata a conoscere le sue considerazioni e riflessioni in merito a questa esperienza che stiamo condividendo ormai da tempo insieme a lei.

Sig.ra  Maria: L' esperienza vissuta con il Gruppo Ama per me è stata di fondamentale importanza. A seguito di una diagnosi di disturbo bipolare nel confronto di mio figlio 'che poi si è  tra l ' altro rivelata errata'   sono venuta a conoscenza del gruppo AMA  presso il CSM di Ceccano dove sono stata contattata dalla Sig.ra Anna Maria. Quel giorno ero andata in Ospedale per un consulto con il medico che seguiva privatamente mio figlio il quale mi  parlò  del bipolarismo . La mia fu disperazione immediata. Anna Maria mi parlò  del gruppo AMA  ed io partecipai al primo incontro. È  stato importante condividere con altri genitori il problema che mi era piombato addosso e che tra l'altro fino ad allora avevo nascosto a tutti. Ho parlato con persone che avevano lottato per questo disturbo e sono stata rassicurata. Mi sono confrontata con altri genitori. Ho capito che il problema non era soltanto il mio e con il loro aiuto e sostegno acquisivo sempre più  forza. Da marzo mi sono trasferita in un altra città  ed ho lasciato la mia casa a mio figlio nella quale convive con la sua ragazza . Mio figlio è  seguito da un equipe di medici e psicologi e sta molto meglio adesso; è  stato escluso il bipolarismo ed è  in cura per psicosi per abuso di cannabis e alcol. Ora non fuma più  e non beve più . Si sta ricostruendo la sua vita insieme a questa ragazza meravigliosa che ha creduto in lui e che sta seguendo un percorso psicologico insieme a lui per affrontare insieme il futuro. Al mio rientro e Frosinone continuerò a frequentare il gruppo Ama perché  la mia esperienza dovrà essere fondamentale per tutte le persone che come me si sentono abbandonate  e sole a gestire un problema psicologico o  psichiatrico.

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